Ritratti di personaggi incontrati nella vita


No. Non sono personaggi inventati… almeno non del tutto.

Ho solo dato una sistemata ai dialoghi, visto che quelli originali
sono stati pronunciati da parte loro in un slang romanesco difficile
da riportare.

Ma io mi chiedo… ma qualche persona “normale” proprio no, eh?

Mi chiedo ancora, poi… ma perchè li incontro tutti io?


I

“Ciao S. come stai?”

“Tutto bene, Alex… sai ho trovato nuovi amici..”

“Ah, hai cambiato ambiente?”

“No no, il mio ambiente è sempre il mio…”

“Beh in ogni caso mi fa piacere che tu abbia allargato le tue conoscenze”

“Si Alex, fa piacere anche a me, va be’ io tanto uso sempre la stessa tecnica per conoscere gente”.

“Cioè???” (già mi viene il sospetto…) “S. cosa hai combinato?”

“Ma no Alex, le solite cose: sono uscito.. e per strada ho scatenato una rissa.”

“Ehm…. S.??”

“Si si, lo faccio sempre. Sfotti qualcuno, lo insulti, si finisce a botte… gli suono un tre o quattro
sberle, poi si finisce al bar, gli offro da bere e si diventa amici.”

“Cioè… ma che tecnica eh…..”

“Eh l’ultimo amico che ho conosciuto così è stato L.”

“E… come l’hai conosciuto?”

“Beh gli ho tagliato la strada senza freccia. Lui è sceso dalla macchina, sono sceso anche io e l’ho menato.”

“Ma scusa S. Lui non ha reagito?”

“Si certo, ad un certo punto mi stava tirando un cazzotto megagalattico, allora io mi sono scansato
e dietro c’era un palo che lui ha colpito in pieno con il pungo e si è fatto male…”

“E tu… cosa avresti fatto???”

“Beh io sono scoppiato a ridere, la scena era comica, e allora gli ho detto ‘dai vieni con me al bar
che ti offro qualcosa che ti sei fatto male’…”

“E lui???”

“Beh, ti ripeto: siamo diventati amici!”


II

“Ciao Alex! Anche tu nel traffico… vedo…”

Abbassso il finestrino e sorrido verso l’auto accanto: “Ciao G. beh a quanto pare è destino…”

“Alex ma tu non hai pensato a qualche soluzione?”

“Ma quale soluzione… questa è la larghezza della strada, e questo è il numero di auto…”

“Si Alex, questo sì, ma come avrai notato l’80% del traffico è dovuto a indisciplina degli
automobilisti”.

“Vero… ma che ci vuoi fare… poi lo sai che io non litigo con nessuno. mai!”

“Beh neanche io… però ho trovato una soluzione per farmi rispettare senza litigare!”

“G.! Che soluzione è???”

“Ah semplice: qui sotto il sedile ho una carabina calibro 3,60, una doppietta, una lupara,
ed un fucile leggero calibro 2.75. Ad ogni incrocio ho l’imbarazzo della scelta.”


III

Sto seduto alla mia scrivania, intento a lavorare onestamente, decentemente, tranquillamente.

Io: “Smadonn, Smadonn, Smadonn…”

R.: “A’ buongiorno dotto'”

Io: “Salve” (Smadonn, Smadonn, Smadonn)

R: “Dotto’, ao’ scusate… che posso fa’ una telefonata urgente…?” (indica il telefono sulla
mia scrivania)

Io: “Ma certo, faccia pure… se è una cosa privata mi allontano, eh”

R: “Ma no a’ dotto’ non si preoccupi, è solo una cosa che devo di’ *subito* a n’amico”.

Io: “Faccia pure!”

Riprendo a lavorare, lui resta in piedi dall’altro lato della scrivania e inizia a comporre un
numero sulla tastiera del telefono…

Io (lavorando): “Smadonn, Smadonn, Smadonn”.

R.: “Ao’ L. sei tu? mi senti? A L… so R.! Come stai tutto bene?”

Io: “Smadonn, Smadonn, Smadonn, Smadonn, SMADONN!” (eh si qualche smadonnamento in più perchè oltre
a lavorare ho anche R. che *urla*).

R.: “Senti a’L. io prima di tutto te volevo ringrazia’ per la festa di ieri sera a casa tua…”

Si sente borbottare un qualcosa simile ad un “ma figurati..” dalla cornetta.

R.: “Maddechè ao’! E’ stata proprio na bbella festa! Anche mi’ sorella dopo era proprio contenta!”

Io: “Smadonn, Smadonn” (sento distintamente un “Ao’ R. grazie!” provenire dalla cornetta)

R.: “Sai ne parlavo con mi’ sorella in macchina al ritorno! Bella festa! Poi accidenti… era per i tuoi
sei mesi di matrimonio!”

Io: “Smadoonn” (sento distintamente dalla cornetta un “Ao’ R, e tu quanno te sposi??” e risata).

R.: “Solo che… L. amico mio… io ‘na cosetta, un appuntino te lo devo fa….”

(si sente dal telefono un “non mi dire che il vino non era buono….”)

R.: “No. Ao L. e famme parlà. Lo sai te voglio bene come un fratello, però famme parlà, perchè io te
lo devo dì… stanotte nun c’ho dormito…”

Io: “Smadonn Smadonn Smadonn”.

(dal telefono esce un “e sentiamo…”)

R.: “Senti a’ L… è vero che sei sposato da sei mesi, però io te lo devo di’ per forza, è più forte
di me, che io con tua moglie ci scopo da un anno e mezzo.”

Io: “Smadonn Smad…..! ARG!” (misto tra singhiozzo e rutto)

Il telefono rimane muto.

R.: “Ao… L.! Ci sei??”

Dal telefono emerge un silenzio sepolcrale…

Io: (silenzio sepolcrale)

R.: “Aoooooo L.!!! Sei vivo???”

Dal telefono emerge la sensazione dello sprofondamento a 2000 metri sotto il livello del terreno.

R.: “E daaai L. nun fa così!! Ci sei??”

Dal telefono emerge un flebile “eh….”

R.: “No L. Io te lo dovevo di’ per forza, perchè quanno ieri sera a fine festa tua moglie MI ha
baciato e tu eri accanto e non te ne sei accorto, insomma.. è successo che mia sorella si è incazzata,
e dopo in macchina m’ha fatto ‘na cazziata che non finiva più… è durata mezzo raccordo anulare. Allora
questo mi ha fatto pensare, e sta notte nun c’ho dormito, e allora ho detto a me stesso eh no L. è un
amico, io glielo devo dire domani stesso.”

Telefono: “ehm… ehm… uhm….”

R.(oramai caricato e sentendosi “alleggerito): “No L. fammi fini’. Ricorda un fatto. Io e te non ci
conoscevamo. E’ stata tua moglie a presentarci. Cioè non so se mi spiego. Io trombavo con questa, e
lei un giorno mi ha presentato te, poco prima del matrimonio. Sia chiaro abbiamo continuato a
trombare, però nel frattempo ti ho conosciuto… ed ho capito che sei un bravo ragazzo, ma un ragazzo
d’oro e poi sei davvero un amico per te. Cioe’ scusa eh… potevo farmi i cazzi miei e continuare, ma
io te lo dovevo di’ e non ho resistito, per questo ti ho telefonato.”

Io: (Agghiacciato)

R.: “Per questo, L. io credo che te mi devi anche ringraziare, perchè tra il trombare con lei e
l’amicizia che ho con te, io alla fine ho scelto l’amicizia con te.”

Dal telefono si ode un debole: “e me lo dici così…”

R.: “No L. per me era urgente… dovevo dirtelo. Va be’ ora ho da lavora’ ciao me devo anna’”

Telefono: silenzio spettrale

Io: silenzio spettrale.

R.: “Ciao L. Ti voglio bene. E salutami quella troia di tua moglie.”

Click!

R.: “Grazie dotto’ e scusate per la lunghezza, ma era ‘na telefonata importante”.

Io (pietrificato): “Ma prego… si figuri….”

R. (uscendo dall’ufficio): “Buona giornata dotto’ e buon lavoro.”




















































































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4 risposte a Ritratti di personaggi incontrati nella vita

  1. agnese ha detto:

    grazie alex! mi chiedo se metodi come quello che racconti sopra, sono come dire… veri. Insomma, non ero a conoscenza di cose simili!! Diciamo che non sarebbe il mio stile ! =) bene a sapersi, direi.

  2. wariatka78 ha detto:

    Sveglia???? ma xkè secondo te dormirò??? ho intenzione di fare un lungo after con le mie amike fino alle 5 del mattino, quando mi rekerò all’aeroporto con il mio immenso carico… Tranquillo, già l’altra notte nn ho dormito, figurati se mi sveglio a mezzogiorno! nn è ke domani mattina vs le 10 t capita d passare da Fiumicino??? sai com’è, 3 ore d attesa da soli nn t passano più… ;P
    a presto
    G

  3. wariatka78 ha detto:

    cmq è vero: ce n’è d gente strana al mondo! se t può consolare ne incontro tantissimi ank’io e mi kiedo sempre la stessa cosa: “xkè capitano tutti a me????”
    G

  4. AmelieRouge ha detto:

    scrivere non è una mia ambizione. E’ la mia maniera di stare solo. F.Pessoa

    …ed io sono uguale…
    un bacio-Amelie

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