Sembra teatro ma è la vita reale

Luogo: casa mia, camera da letto.
Tempo: ore 1.20 del mattino. Fuori c’è un temporale. Tuoni, fulmini e saette.
Scenografia: i poster della mia camera, l’odiosa carta da parato, una rosa rubata appesa a testa in giù.
Personaggi: Lui (cioè io), Lei (cioè per l’appunto Lei).

Si alza il sipario. Inizia il dialogo notturno:
Io: bla bla bla bla (tutti argomenti dei quali si potrebbe parlare in un’altra occasione)
Lei (semisdraiandosi sul letto matrimoniale sul fianco sinistro e sistemandosi meglio gli occhiali, particolare da non trascurare): Si, si interessante…
Io: bla bla bla bla (tutti argomenti futili)
Lei: si certo, ma…
Io (interrompendola): si ma sai, è che bla bla bla bla (tutte stronzate)
Lei (mimando uno sbadiglio): si va be’ però vorrei dire….
Io (interrompendola ancora): ma no, è che vedi io penso che bla bla bla (ponte logico per sviare l’argomento).
Lei: Ho freddo.
Io: uh… escursione termica…
Lei (infilandosi sotto le coperte senza togliere gli occhiali, bella scena accidenti…): eh… sai com’è…
Io (camminando su e giù per la stanza): bla bla bla bla bla (non ricordo neanche che frottole ho inventato).
Lei (buttando via la coperta e scoprendosi): Ho caldo.
Io (pensando “a’ scemo! ti vuoi da’ ‘na mossa?!”: uh, altro excursus termico… ti succede spesso? Allora direi che bla bla bla bla bla (non ricordo e non voglio ricordare cosa c’è al posto dei bla).
Lei (con leggera vena provocatoria): si giusto!
Io: lo sapevo che era giusto!! bla bla bla!!!
Lei (con la stessa vena provocatoria): Sai che sei bravo a pensare le cose?
Io (scambiandolo per un complimento, ma in realtà mettendo la firma sulla mia figurda di merda): Si, grazie.
Lei (aumentando impercettibilmente la vena provocatoria): …e a FARLE??
Io (impallidendo): ehm.. uhm….. aehmmm… eeeehmmmmmm
Lei: E allora?
Io (impallidendo di più e scoprendo una inattesa balbuzie): ehm.. uhm….. aehmmm… eeeehmmmmmm
Lei: Beh? Non parli più?
Io (pensando di essere autenticamente sincero): va bene, lo so: ho fatto una figura di mmmerda.
Lei (cercando di suggerire, giusto per darmi una mano): va bene dai, magari il tuo viaggio mentale non ha trovato riscontro nella realtà.
Io (peggiorando la mia posizione): no no altrochè! Anzi!!!
Lei: Spegni un po’ quei due faretti ai lati della scrivania.
Io: Si subito, scusa, non immaginavo ti dessero fastidio.

I due faretti si spengono, resta acceso solo quello dal lato opposto del letto, che è inesorabilmente puntato contro i miei occhi. Lei è in ombra.

Lei (guardandomi negli occhi): Ecco, così va meglio.
Io (sentendomi osservato): Si certo…
Lei (in tono che imita vagamente quello inquisitorio): E allora?
Io (dimostrando a quali livelli di idiozia so scendere): ehmmmm.. dicevamo???
Lei: No no. Non dicevamo. Dicevi.
Io: ehm.. ah, sì. eh giusto. dicevo….
Lei: E allora?
Io (cercando con una mano di riparare gli occhi dalla luce): Va be’. Confesso. Botta di timidezza.
Lei (conciliante): Va be’ ho capito, forse esci da un periodo in cui hai sofferto…
Io (aggravando ancora la mia posizione): No.
Lei: No?? E allora?
Io: silenzio assoluto
Lei: E allora?
Io: ma no è che sai, io credo che nella vita non sia scontato il poter ottenere tutto.
Lei: Si, mi sembra giusto.
Io: Allora vedi che è come dico io?
Lei: Sai una cosa? Stanotte hai una logica… alquanto insana.
Io (peggiorando irreversibilmente e definitivamente la scena): Ma no! La mia logica è ferrea e coerente.
Lei: Ah! Ho caldo.
Io: Cioè dai… non è che si può ottenere tutto.
Lei: Si è giusto, ma almeno… provarci???
Io (scadendo nel ridicolo): Ah si! Giusto! Almeno provarci! Si non ci avevo pensato. Cioè ieri ci avevo pensato, ma oggi no. Che poi, dico io…. è anche giusto! Perchè sai, anche se non ottieni… se non provi poi magari dopo ti penti di non aver neanche provato!
Lei: Ah bene, almeno un po’ di logica c’è….
Io: Vedi? Te l’avevo detto che la logica c’era…
Lei: Ho freddo.
Io: E copriti.
Lei: Già fatto.
Io: Brava.
Lei: E ALLORA????
Io: beh si, poi sul provarci, scatta la timidezza.
Lei: beh guarda è anche carino questo fatto… poi certo… quanto dura?
Io: silenzio
Lei: E allora???
Io: silenzio spettrale
Lei: Attendo risposta
Io: silenzio da cimitero
Lei (dopo 5 minuti abbondanti): Spengo quest’altra luce, se no sembra un interrogatorio.
Io: Io dico che lo è.
Lei: Giusto.

La luce si spegne. I miei occhi gioiscono.

Lei: E allora?
Io (dopo altri 5 minuti abbondanti): Senti….
Lei: Si dimmi. Ho caldo.
Io: Ma tu come la vedi questa situazione?
Lei: Ho freddo. Sei uno stronzo.
Io: Stronzo io?
Lei: Si tu, chi altro c’è?
Io: Nessuno…..
Lei: E allora sei tu lo stronzo. Perchè hai fatto tutto questo giro inutile… per poi chiedermi come la penso io.
Io: Ma no, dai non è così……
Lei: Ah no?
Io: No. Sono stato molto diretto.
Lei: Ah si certamente, ma proprio taaaaantoooo diretto (sorride)
Io: Cioè in pratica secondo te… dovrei provarci?
Lei (a metà strada tra il divertito, il provocatorio e la rassegnazione nei confronti della mia idiozia): E allora???
Io: Ok. Ho capito. Devo comunque tentare.
Lei: Bravo.
Io: silenzio totale
Lei: E MMO'(tradotto, e adesso????)
Io (pensando soltanto la frase, ma guardandomi bene dal pronunciarla): sono le 2.45, è passata un’ora e trenta… ma mi sta venendo il sospetto che stia cercando di dirmi che dovrei baciarla.

Postilla: ma posso continuare a vivere facendo queste figure?

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